Click 27 – Quanto costa un materasso?

  • 16 Settembre 2018

Sì, lo confesso, anch’io cavalco l’onda, nel senso che sui social approfitto talora delle circostanze. Ma a tutti dico che lo faccio a scopo scientifico, e così mi sento a posto con la mia coscienza. Spiego meglio: alcuni giorni fa ho pubblicato su facebook una mia foto vicino al cartello stradale che indicava la località di BASTARDO, in Umbria. I like e le condivisioni sono stati maggiori che in qualunque altra occasione, quando posto delle cose che ritengo interessanti e non solo divertenti, che possono far riflettere o che potrebbero far felici i miei amici: un nuovo gioco enigmistico, un risultato eccellente dei miei amici matematici, e così via.

Così è la vita, me l’ha confermato anche Corrado Augias in una chiacchierata che ha tenuto a Trieste nei giorni scorsi nell’ambito della manifestazione Link – La buona informazione, quando ha citato dati eclatanti di non-notizie che hanno avuto il sopravvento su notizie vere, poiché velocemente condivise, commentate, girate sui social. È successo anche alle recenti elezioni americane, dove una notizia falsa ha fatto anche guadagnare parecchi soldi al suo ideatore. Potrebbe esser successo anche all’ancor più recente primo turno di elezioni francesi, quando il popolo degli indecisi era formato, secondo i sondaggi, da un terzo della popolazione, mentre i quattro principali candidati erano abbastanza vicini fra loro: gli attentati degli ultimi giorni, con opportuni commenti mirati, avrebbero potuto sconvolgere la classifica.

Insomma, un’informazione di minore importanza, o addirittura fasulla ha spesso il sopravvento sull’informazione corretta perché amplificata dai social e dalla sua presentazione realizzata in maniera opportuna.

Un caso che da anni mi incuriosisce è che in televisione tante ditte vendono materassi, e sempre la frase che precede la comunicazione del costo è del tipo: “a fronte di un prezzo di mercato di …, voi lo trovate a … euro”, “solo per voi a … euro anziché …”. Non si capisce perché se il prezzo di mercato è un certo valore, loro si prendono la briga di pagare un canale televisivo per inserire la loro pubblicità, e poi vendere il loro prodotto ancora a meno del valore reale. Cosa analoga è stata realizzata da Steve Jobs quando presentò nel 2010 la sua ultima creazione: dopo una bella presentazione, coadiuvato da esperti che hanno elencato i costi delle singole voci, ha fatto apparire il prezzo giusto, e per molto tempo la dicitura $ 999 è rimasta ben visibile sul megaschermo, fino a quando non è stata soppiantata dalla nuova: il prezzo di vendita sarà $ 499 (applauso del pubblico), anche se poi, in caratteri più piccoli, è apparsa una scritta che diceva che in realtà ci sono più versioni, che costano rispettivamente 499, 599, 699, 629, 729 o 829 dollari, a seconda del prodotto scelto. Il filmato si trova digitando “Steve Jobs introduces Original iPad”.

Ecco come si manipolano gli elettori e i consumatori.

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