Click 46 – Il castello di carte

  • 22 Marzo 2019

Oggi parleremo di castelli di carte. Tutti da piccoli abbiamo tentato di costruirne uno, o almeno abbiamo messo una coppia di carte in modo che si sorreggano l’una con l’altra. Be’, con due carte si fa un “castello di carte” alto un piano. Per farne uno alto due piani, occorrono due coppie di due carte (totale 4), più una carta orizzontale sopra di esse (totale 5), e poi un’altra coppia sopra (totale 7). Facciamo ora un castello alto tre piani: tre coppie di due carte (totale 6), due carte orizzontali sopra (totale 8), poi due coppie di due carte (totale 12), una orizzontale (totale 13), una coppia di due carte (totale 15). E si può andare avanti così. Chi ha piacere, può anche cercare e scoprire la formula che indica quante carte ci vorranno per costruire un castello di carte sistemate nel modo appena descritto.

Su internet ho trovato notizie e filmati sulle costruzioni record, e ho visto che uno dei record era determinato da un castello creato in modo diverso da quello classico, con tanti castelli di forma uguale ad un parallelepipedo, con carte sistemate in posizione verticale rispetto al suolo. Bryan Berg ha impiegato 44 giorni per ricostruire con le carte il Venice Casino Macau, e ho notato nel filmato che tante volte sistemava più carte affiancate, per rendere più solidi i piani bassi della costruzione… in tal caso il numero totale di carte è difficile da calcolare.

Ovviamente risolto un problema, se ne crea un altro: quanti mazzi di carte occorrerà acquistare, e cosa faremo di tutte queste carte una volta smontata la costruzione? Già, perché ad un certo punto questo castello potrebbe anche cadere. Ovviamente, qualche secondo prima ci darà un segnale dell’imminente caduta: un tremolio forse, un piccolo cedimento che con la caduta della prima carta, trascina giù tutte le altre. E’ questa la sensazione che forse ha avuto Atlante (è lo pseudonimo enigmistico del mio amico Massimo), quando ha commentato, parlando del castello di carte, “ALLORCHE’ BALLA, BEH… CROLLA!”. Penso che questa frase definisca alla grande gli ultimi secondi di vita della costruzione. Ma perché continuo a girare attorno a questo avvenimento e a questa frase? Perché è una frase palindroma, cioè leggibile anche dal fondo. Ci sono tante parole palindrome (BOB, ESSE, RADAR, ROSSOR, ANILINA…) e anche tante frasi palindrome (ELLA VA A VALLE, I TOPI NON AVEVANO NIPOTI…), ma questa mi sembra eccezionale per la lettera H contenuta nel testo. Complimenti ad Atlante per la bella frase, e un avvertimento a voi: attenzione, quando vedete ballare il vostro castello di carte!

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