Click 85 – Tutto è relativo

  • 12 Settembre 2019

Digitando “tutto è relativo” in un motore di ricerca, sono finito su una pagina dedicata a Luigi Pirandello che costruiva la personalità delle sue creature in modo che ci fossero più sfaccettature per delineare i caratteri dei protagonisti delle sue commedie. A proposito di “relativo” mi viene in mente l’album di Tiziano Ferro “Rosso relativo”, e forse i più giovani sapranno spiegarsi meglio di quanto faccia io il motivo di questo titolo. In grammatica si studiano i pronomi relativi, e anche i superlativi relativi. In matematica poi ci sono i numeri relativi, cioè gli interi positivi o negativi, ad esempio 11, -7, +540 e 0. Ma penso che parlando di relatività il pensiero di tanti di noi vada ad Albert Einstein e alla teoria della relatività, da lui elaborata. A questo punto possiamo enunciare che anche l’età è “relativa”, e non solo perché qualcuno si sente più giovane o più vecchio di un suo coetaneo che sembra aver subìto in maniera differente il passar del tempo. Infatti Helbert Dingle, sulla scia degli studi di Einstein, ha formulato la teoria che se prendiamo due gemelli, e uno continua a vivere sulla Terra la solita vita, mentre l’altro viene caricato su una navicella spaziale che viaggia ad una velocità molto grande, vicina a quella della luce, allora quando questo tornerà sulla Terra, avremo una bella sorpresa. Quando i due fratelli si incontreranno, scopriremo infatti che per chi è rimasto sulla Terra il tempo sarà passato regolarmente, mentre per l’astronauta sarà trascorso pochissimo tempo, quasi nulla (dipende dalla velocità mantenuta). Quindi anche il tempo è relativo, ma questo forse lo sapevamo già: basta ricordare quando eravamo in una sala d’attesa, magari al pronto soccorso: il tempo in quelle situazioni sembra non passare mai; sensazione diversa quando ci troviamo in compagnia piacevole, e dopo un po’ dobbiamo andarcene, perché s’è fatta una certa ora. Ma c’è un altro caso nel quale il tempo è relativo, e soprattutto la velocità che teniamo alla guida, a seconda del tempo a disposizione. Se noi dovessimo percorrere 100 chilometri, e avessimo a disposizione un’ora, allora a 100 km/h arriveremmo a destinazione in tempo. Cambiamo di 10 minuti il tempo a disposizione, e vedremo cosa significa “relatività”. Se invece di 60 minuti avessimo a disposizione 70 minuti, allora potremmo tenere una velocità di 85,71 km/h; se invece avessimo a disposizione 50 minuti soltanto, dovremmo tenere una velocità di 120 km/h. La morale è che avendo 10 minuti in più si può rallentare di 14 km/h, mentre avendo 10 minuti di meno, occorre accelerare di ben 20 km/h. E qualcuno magari oserà dire che la teoria della relatività non ci riguarda…

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