Click 94 – Top secret

  • 7 Ottobre 2019

Non ricordo quando ho incontrato per la prima volta Filippo, ma ormai sono tanti anni che frequenta i miei allenamenti matematici estivi. Con grande sorpresa, me lo son visto tempo fa su Sky Tg24, e dall’intervista avevo capito che all’epoca lavorava a Londra. Quest’anno l’ho rivisto, e ho saputo che ora lavora a New York, mentre la nostra amica comune Anna ora lavora a San Francisco. Chi si sarebbe mai aspettato questo futuro qualche anno fa? Ma non era questa la sorpresa che volevo confidarvi.

Filippo Valsorda e Anna Bernardi sono stati i primi al mondo a decifrare i messaggi che Antonio Marzi nel 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale, inviava con il radiotelegrafo, dopo opportuno lavoro che rendesse non comprensibile il testo agli estranei.

Va be’… ci sono tanti strumenti oggigiorno, e si può affidare ad un computer il lavoro di anagrammare un testo criptato o forse si può agire come quando, risolvendo un gioco enigmistico, si prova a sistemare una parola del tipo “disse” o “rispose” prima di due punti virgolette.

Invece il lavoro fatto dai miei amici è stato molto, ma molto, più complicato.

Vediamo di ripercorrere i ragionamenti pian pianino. Ammettiamo che il codice segreto fra me e un amico che deve ricevere il mio messaggio sia “PRESTO”. In ordine alfabetico, la prima lettera risulta essere la E, la seconda la O, poi P R S T. Il messaggio sia ad esempio “DOMANI MANGERO’ IL BRODO”. Siccome il codice segreto è di sei lettere, scrivo il messaggio da spedire senza accenti e spazi, sei lettere per riga: DOMANI – MANGER – OILBRO – DO. Adesso leggo le colonne, secondo l’ordine decretato da PRESTO, cioè prima la colonna 3, e poi le colonne 6, 1, 2, 4, 5. Scrivo quindi colonna per colonna, e ottengo DMOD – OAIO – MNL – AGB – NER – IRO. Questi gruppi di lettere li scriviamo di seguito, ma in ogni riga ne metteremo sei, come prima, poiché PRESTO ha sei lettere: DMODOA – IOMNLA – GBNERI – RO. Applichiamo un’altra volta la scrittura colonna per colonna, secondo le lettere PRESTO, e questo sarà il messaggio che spediamo. Io direi che possiamo star tranquilli: nessuno riuscirà a mettere le mani sul nostro dispaccio.

Ero stupito per il grande lavoro fatto dai miei amici, ma le sorprese non finiscono qui. Quella parola che io come esempio avevo citato prima, PRESTO, non era quella usata da Marzi, ma cambiava di continuo secondo una poesia, che recitava: “Un giovanetto pallido bello colla chioma d’oro col viso gentil…”. Ma anche sapendo la poesia, non sarebbe stato semplice comprendere i messaggi, perché Marzi di questa poesia saltava un verso che aveva scordato, e faceva qualche piccolo errore; ad esempio usava GIOVANETTO invece di GIOVINETTO… poca cosa, ma disastroso per chi volesse decifrare il messaggio, in quanto sconvolgeva l’ordine delle colonne.

E ci sono altri accorgimenti che rendono ancora più complicato il lavoro del nemico. Tanto di cappello ad Antonio Marzi, che con la sua licenza media è riuscito ad usare questo metodo per crittografare i messaggi. E’ anche merito suo se tanti italiani sono riusciti a scambiarsi messaggi segreti. E tanto di cappello a Filippo e Anna, che hanno programmato il computer in modo che provi tante combinazioni, fino a che non è stato scoperto il meccanismo corretto. Se qualcuno vuole cimentarsi, il messaggio nell’illustrazione diventa: “ALT. NOI SEMPRE PUNTUALI ORARI MA PERDUTI MOLTI COLLEGAMENTI MIO PARERE PERCHE NON TUTTI QUARZI ADATTI. ALT. PRATICA DIMOSTRA CHE MIGLIORI SONO ZERO DUE ET QUATTORDICI. ALT. PROPONGO CHE DA LUNEDI VENTITRE NOSTRE CHIAMATE VENGANO FATTE SOLO CON DETTI QUARZI ALTERNATIVAMENTE ET CIOE LUNEDI MERCOLEDI VENERDI DOMENICA CON ZERO DUE ET MARTEDI GIOVEDI SABATO CON QUATTORDICI. ALT.”.

Ah, ecco… Antonio anche cambiava i quarzi per la trasmissione di giorno in giorno, in modo da inserire un ulteriore ostacolo ai nemici.

Stavo pensando che se oggigiorno si riesce a decifrare un messaggio criptato nella maniera contorta che ho descritto, forse la password del telecomando del forno può anche essere 1-2-3-4, ma quella del mio conto corrente e del mio sito dovrebbero essere un po’ più elaborate…

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