Click 98 – Il mondo degli scacchi

  • 18 Ottobre 2019

Nei giorni scorsi si è tenuto nella mia città il Ventesimo Festival Internazionale di Scacchi di Trieste, e non ho resistito alla tentazione di passare al Porto Vecchio;là ho passato un curioso pomeriggio a seguire alcune partite. Non sono esperto, ma ho voluto provare una situazione che non mi sarebbe stata possibile da casa: stando di persona dietro uno dei giocatori, mi sono preso il tempo di riflessione uguale a quello che ritenevano opportuno i concorrenti. A casa, con internet, anche se avessi cercato di seguire una partita, la fretta non mi avrebbe permesso di dedicare il tempo adeguato al ragionamento, mentre lì ero costretto a valutare con molta calma la situazione che si presentava ad ogni singola mossa. Ovviamente, ogni tanto davo anche qualche occhiata in giro, e così ho visto che ogni concorrente sulla targhetta col proprio nome oltre ad una bandiera che indicava la Nazione di appartenenza aveva un numero, che ho scoperto essere il suo Elo: più bravo è lo scacchista, più alto è il suo Elo. Fabiano Caruana, ventiseienne scacchista italo-statunitense, ha raggiunto l’Elo 2844, il terzo Elo più alto di tutti i tempi, e il prossimo novembre sfiderà a Londra Magnus Carisen, attuale campione del mondo. Ricordo di aver visto Caruana a Trieste in un precedente torneo, nel 2007, quando il giovane aveva appena un Elo 2549 e attendeva ancora l’attribuzione del titolo di Grande Maestro da parte della Fide, l’associazione scacchistica internazionale. Io parto sempre dall’idea che anche da un mondo che non conosco, come è per me il mondo scacchistico, posso imparare qualcosa, e infatti cerco sempre in queste situazioni di trarre qualche insegnamento. Intanto mi è piaciuto il motto della Fide: Gens una sumus, cioè siamo una sola famiglia, e già questo mi pare un bel messaggio da propagandare. Ma mi è piaciuta inoltre la disciplina che ho notato in tutti le partite che si sono svolte nel pomeriggio nel quale ero presente. Ogni giocatore annotava tutte le mosse nel proprio taccuino e alla fine della partita ognuno stringeva la mano all’avversario, e subito dopo ognuno risistemava i pezzi sulla scacchiera per la partita seguente. Ecco, questa gentilezza mi pareva unica, nel senso che non sempre vedo in altre occasioni persone o concorrenti che si preoccupano di risistemare il tavolo da gioco per i successivi giocatori. Anche il fatto che i tavoli di gioco fossero proprio 64, disposti come le caselle di una scacchiera, cioè 8×8, mi dava la sensazione di una certa disciplina o regolarità che poi si riflette anche nello svolgimento di una partita.

Ci sono poi tanti problemi legati alla scacchiera, anche se non sono problemi di scacchi, e ora ne propongo uno: quanti cavalli si possono sistemare su di una scacchiera, in modo che nessuno di essi minacci nessuno degli altri?

La maggior parte di noi conosce almeno le mosse dei pezzi, comunque ricordiamo che il cavallo muove a L, cioè due caselle in una direzione e una poi ad angolo in un’altra direzione. Quindi da una casella d’angolo il cavallo ha due mosse possibili, mentre da una delle caselle centrali il cavallo può avere fino a otto mosse possibili. Ma la caratteristica delle mosse del cavallo è che da una casella nera il cavallo muove ad una casella bianca, e viceversa. Visto che su una scacchiera ci sono 32 caselle nere e 32 bianche, se sistemiamo 32 cavalli su tutte le caselle bianche, ciascuno di essi minaccia solo caselle nere, e il problema è risolto. Proponete questo problema ai vostri amici, e cercate di conoscere il mondo degli scacchi!

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