Click 110 – Ricordo di Fantasio

  • 23 Novembre 2019

E anche il mio amico enigmista Fantasio ci ha lasciato, alla soglia dei cento anni. E’ chiaro: quando nasciamo siamo già sicuri che un giorno ce ne andremo, e sarà un momento triste; per ritardare al massimo quell’evento, consiglio a tutti di fare enigmistica, visto che molti appassionati dell’Arte di Edipo passano la novantina in piena attività, componendo ancora tanti giochi.

Fantasio (all’anagrafe Vincenzo Carpani) ha dedicato settant’anni al mondo dell’Enigmistica; autore e critico dotato di cultura e preparazione, è stato vincitore del prestigioso “Premio Stelio”, poi del riconoscimento “Maestro di enigmistica classica”, ma anche del più scherzoso “Premio Oscar Rafone”. Come dicevo, un esperto di nomenclatura enigmistica, ma anche un grande autore di veri capolavori lirici, soprattutto su certi temi, che poi svolge per un lungo periodo, e con tali giochi riusciva a presentarci trovate sempre originali.

Vi presento oggi un suo “cambio di sillaba iniziale”, cioè un gioco nel quale ci sono due soggetti da indovinare, e alla fine ci si accorge che le due parole trovate sono quasi uguali, tranne che per la prima sillaba, come potrebbe essere la combinazione “sergente/tangente”. Il gioco fa parte del filone “LA CLASSE DEI POLITICI”, in quanto Fantasio per un anno intero aveva composto giochi tutti con questo titolo. Leggiamo il testo.

Ciò che, di colpo, la caratterizza
son quelle ognora avide ganasce,
per cui la forte morsa ha bell’e pronto
un abile sistema, anche automatico
che, di scatto, fa suo decisamente
quel che le viene a tiro con la ferrea
spietata forza inesorata, propria
di una fila di denti ben aguzzi,
restando lì con quella sua piattezza,
espressione di un certo immobilismo
(niente guizzi, ma chi glielo fa fare?)
che, in fondo, le consente agevolmente
di evitare gl’incauti abboccamenti
ricorrendo a opportune metamorfosi.
E, allora, con che gusto le diremmo:
“Ma va a fatte frigge!” per davvero…

I sedici versi sembra che descrivano il lato peggiore della classe dei politici, pronti a mangiarci, senza voglia di cambiare qualcosa, ma in realtà i primi otto versi parlano della tagliola, e gli altri otto della sogliola, quindi la soluzione è “tagliola/sogliola”. E rileggendo il testo possiamo rivedere i suggerimenti: di colpo, ganasce, morsa, sistema automatico, scatto, chi viene a tiro, denti aguzzi sono gli spunti per trovare “tagliola”; piattezza, immobilismo (riferito al fatto che sta stesa sul fondo del mare), niente guizzi, in fondo, incauti abboccamenti (evita di venir catturata dall’amo), metamorfosi (un occhio si sposta da un lato all’altro), fino alla battuta finale virgolettata sono gli spunti per trovare “sogliola”.

Grazie, Fantasio, per l’amicizia e per le tante perle che ci hai elargito!


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