Click 106 – Chi è Shannon?

  • 11 Novembre 2019

Dalla mia passione per l’enigmistica sapevo che Shannon è il fiume più lungo dell’isola di Irlanda, ma utilizzando un motore di ricerca possiamo scoprire che Shannon è il cognome di tanti personaggi celebri, fra i quali anche Claude Elwood Shannon. Questo nome risulterà un perfetto sconosciuto per la maggior parte di noi, ma leggendo la sua biografia già dalle prime parole possiamo scoprire che è definito “il padre della teoria dell’informazione”. In questo periodo nel quale siamo tutti iperconnessi, mi pare interessante quindi sbirciare nella vita di una persona che ha avuto il suo ruolo nella creazione del nostro mondo.

Forse il motivo per il quale non conosciamo Shannon potrebbe essere che la sua vita è stata poco interessante, paragonandola ad esempio a quelle di Alan Turing e di John Forbes Nash, noti per i film che ce li hanno raccontati: sposatosi da giovane, ha vissuto tranquillamente fino a che non è stato colpito dal morbo di Alzheimer, per morire poi ottantacinquenne.

Lavorò nei Bell Laboratories, centro di ricerca e sviluppo, attualmente di proprietà della nota ditta Nokia, ma all’epoca una grande fucina di idee. Basta osservare a tal proposito che almeno una decina di Premi Nobel per la Fisica sono scaturiti da ricerche effettuate nei Bell Laboratories. Non male, eh? Cercando altre notizie, scopro che all’epoca di Shannon ai dipendenti di questa ditta veniva lasciata la libertà di dedicarsi ai propri studi, ai loro interessi, senza alcun obbligo di orari o di risultati. E con questi presupposti, si sono avuti i Premi Nobel, come visto prima.

E Shannon? A Shannon piaceva risolvere problemi nuovi, senza cercar fama o successo. Addirittura nel posto di lavoro si presentava su un monociclo, eseguendo esercizi di giocoleria mentre pedalava. E tra un gioco e l’altro, ecco che prende forma nella mente di Shannon il bit, l’unità elementare di informazione, e come oggi ben sappiamo, questo bit può avere due valori, 1 e 0, equivalenti a VERO e FALSO oppure allo stato APERTO o CHIUSO di un interruttore elettrico. Ma gli studi di Shannon non si fermano qui: il nostro amico nel 1948 pubblica un trattato nel quale esamina i sistemi di trasmissione dell’informazione: se un mittente spedisce un’informazione ad un destinatario mediante un canale disturbato, qual è la probabilità che i dati vengano trasmessi con un certo grado di esattezza che esigo? Decisamente concetti non semplici, e anche i calcoli che portano alla soluzione non sono semplici. Oggigiorno, e son passati settant’anni, questi studi sono sempre più importanti: le centinaia di informazioni che ci passano sotto gli occhi continuamente pretendiamo che siano trasferite in modo corretto e sicuro. E, come se non bastasse, un altro aspetto interessante degli studi di Shannon è che abbiamo la possibilità di zippare i file, cioè di trasformare un file in maniera che non ci siano ridondanze nell’informazione e quindi esso sia il più piccolo possibile. I suoi studi sugli errori e loro correzioni ci permettono di leggere comunque un CD graffiato, cosa che non succede invece con gli LP.

Ma se ci pensiamo bene, tutta questa tecnologia è stata creata e studiata da un tizio che eseguiva esercizi di giocoleria su un monociclo, invece di pensare a lavorare!  Interessante, interessante…

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