Click 114 – Il prefisso

  • 8 Dicembre 2019

Se digitiamo “prefisso” in un motore di ricerca ci troviamo subito davanti ad un bivio, perché ci viene chiesto se intendiamo “prefisso” come elemento della linguistica oppure come “prefisso” telefonico. In questo secondo caso avremo molte più indicazioni che ci aiuteranno a trovare la risposta ai nostri quesiti. Ovviamente io oggi vorrei parlare del primo prefisso, che secondo i linguisti si definisce “morfema”, cioè la più piccola parte di una parola che mantiene una sua valenza, un suo significato.
Faremo ora una carrellata sui prefissi matematici, ma… tranquilli: esamineremo parole che tutti conosciamo, e vi invito ad osservare i prefissi per dare la risposta corretta.
Intanto dobbiamo dire che i prefissi dei numeri grandi qualche volta indicano numeri sparati a caso, come usiamo dire nei nostri discorsi di ogni giorno: “Oggi ho da fare un milione di cose!”. Per esempio “ecatombe” significa un sacrificio di cento buoi, come quello fatto da Conone, poiché ἑκατόν (pronuncia ecatòn) significa cento, ma si usa il termine anche per una strage indefinita. Passiamo a numeri più piccoli.
Il Pentateuco è la prima parte della Bibbia; da quanti libri sarà formato? Da cinque, come ci suggerisce il prefisso “penta”.
Esastilo significa un edificio o tempio che ha delle colonne sul fronte anteriore; quante? Sei, come ci suggerisce il prefisso “esa”.
Il decalitro è una misura di capacità che indica un certo numero di litri; quanti? Dieci, come ci suggerisce il prefisso “deca”.
L’endecasillabo è un verso che ha un certo numero di sillabe; quante? Undici, come ci suggerisce il prefisso “endeca”.
Dodecaedro è una figura geometrica solida formata da un certo numero di facce pentagonali; quante? Dodici, come ci suggerisce il prefisso “dodeca”.
Qualcuno sarebbe disposto a scommettere che quanto detto sopra corrisponde a verità? Chi ha piacere può tornare a rileggere i vari casi, per cercare di capire dove voglio andare a parare con queste mie allusioni. Intanto dirò che qualche volta il prefisso non è corretto, perché gli eventi hanno cambiato la situazione politica, ad esempio. Pensiamo infatti al Dodecanneso, così chiamato poiché una volta comprendeva dodici isole che facevano parte delle Sporadi; dopo l’occupazione italiana del 1912 la situazione politica è cambiata e ora con Dodecanneso si intende più di un centinaio di isole, la maggior parte delle quali disabitate.
Ma non divaghiamo: le affermazioni sui prefissi sopra citate sono tutte corrette, tranne quella sull’endecasillabo: il termine significa, sì, undici sillabe, e così sembra se proviamo ad esaminare qualche verso di Dante che ricordiamo a memoria: “Nel mezzo del cammin di nostra vita”, “Pape Satàn, pape Satàn aleppe”, “l’amor che move il sole e l’altre stelle” sembrano confermare che le sillabe sono undici.
Ebbene, la definizione di endecasillabo è la seguente: verso in cui l’ultimo accento tonico cade sulla decima sillaba. Quindi se l’ultima parola del verso è piana (come negli esempi precedenti vìta, alèppe e stélle), allora sì che il verso avrà undici sillabe, ma se l’ultima parola è tronca, il verso avrà dieci sillabe, e se l’ultima parola è sdrucciola, il verso avrà dodici sillabe.
Il record penso che appartenga ad Arrigo Boito (anche enigmista), che ha scritto il verso “sotto la penna, ovvero stalagmitificanomisi”, parlando delle gocce d’inchiostro, ed è riuscito a commentare il loro comportamento con l’endecasillabo citato, che però, a contar bene, ha sedici sillabe, con gli accenti nella sesta e nella decima sillaba (indicate in maiuscolo): sot-to-la-pen-naov-VE-ro-sta-lag-MI-ti-fi-ca-no-mi-si.
Poi, come curiosità, possiamo ricordare il “Canto di Marzo” dalle Odi Barbare di Carducci, scritto in endecasillabi, tutti sdruccioli, quindi tutti… di dodici sillabe. E poi ci sarebbe questa mia composizione in versi binari:
Sù,
l’ùscio
ùmido,
còmpramelo,
ìndicamelo.
Ci sono cinque versi, nell’ordine, di una, di due, di tre, di quattro e di cinque sillabe, ma tutti rigorosamente binari, cioè di due sillabe se consideriamo la regola della metrica. Non male, eh?

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