Click 117 – Il primo cruciverba

  • 17 Dicembre 2019

A tanti di noi sarà capitato di costruire per divertimento un cruciverba. Forse alla fine avremo inserito anche qualche parola inventata, ma non è lecito. Non si devono inserire neppure verbi coniugati (solo infinito presente come “lavare”, e participio passato come “lavato”/”lavata”/”lavati”/”lavate”). Tanti anni fa, sulle riviste più note di enigmistica venivano accolte anche parole tronche (ad esempio “lavar” per “lavare), e gruppi anche di tre lettere senza significato (“prg” definito come “le consonanti di Parigi”; “nzo” come “la fine del pranzo”). Oggi ci sono quindi leggi più ferree richieste all’autore dello schema, e il solutore, sapendo ciò, si può regolare. Anche termini come “Stranda” non vanno bene, anche se la parola esiste, però il fatto che Wikipedia dedichi una riga sola alla voce, mi suggerisce di non usare questo termine forse non conosciuto ai più (è un comune norvegese). Altri termini sono accolti solo in cruciverba specifici creati per una comunità ristretta: ho creato di recente uno schema per la Croce Rossa di Trento, e ho inserito termini che mi sono stati suggeriti, ma che non sarebbero andati bene in cruciverba per tutti.

A “Scommettiamo che…?” ho composto in tre minuti un cruciverba di 11×12 caselle, con 20 caselle nere, e due parole obbligatorie di 12 lettere che mi sono state fornite all’ultimo istante. Senza cercare troppe difficoltà, ora costruiremo un pezzo di cruciverba che ci permetterà di capire i meccanismi del gioco.

Innanzitutto, siccome mi son proposto di non fare una cosa troppo difficile, useremo solo parole di quattro lettere. Piccola analisi sulle parole italiane di 4 lettere: la maggior parte di esse è formata da consonante-vocale-consonante-vocale, ad esempio citiamo BACI, CASA, DOVE, FARO, GINA, HUGO, LAMA, NASO, PISA, ROMA, SETA, TIPO, VARI, ZAMA: bene, noi useremo soltanto parole di questo formato, quindi non ARSO, STOP, AIDS, SPIA, STRA, AMOS, SOIA, ecc. Disegniamo a questo punto lo schema: lo faccio io, in modo che non sia complicato, e poi inseriremo una parola fra queste elencate, e cercheremo di incastrare un’altra che la incroci. Se poi proseguiamo ad incrociare alternativamente una parola orizzontale ed una verticale con quelle inserite in precedenza, possiamo ottenere in breve uno schema simile a questo che ho trovato partendo da FARO. Se ad un certo punto non si sa continuare, basta cancellare l’ultima parola scritta, e sostituirla con un’altra. Chi se la sente, può provare a fare un altro schema, anche più grande di quello proposto da me. L’importante è usare solo parole di quattro lettere con la medesima cadenza di vocali e consonanti, e fare solo una striscia lunga quanto riteniamo; anche se quello ottenuto non sarà uno schema completo, per il momento andrà bene: avremo capito come funziona il meccanismo. Poi, per i prossimi schemi dobbiamo tener presente che non ci devono essere zone chiuse, come ho fatto io, ma tutte le parole devono essere collegate fra di loro. Magari, con un po’ di pratica, possiamo passare agli schemi contenenti una striscia di parole di cinque lettere, o maggiori ancora, ma per il momento forse può bastare: intanto abbiamo capito il meccanismo; in un tempo successivo potremo usare anche altri termini, anche quelli contenenti lettere straniere.

Archivio blog

  • 2021 (60)
  • 2020 (366)
  • 2019 (365)
  • 2018 (362)
  • 2017 (275)
  • 2016 (255)
  • 2015 (189)
  • 2014 (147)
  • 2013 (56)
  • 2012 (2)
  • 2007 (2)
  • 2001 (1)
  • 1970 (1)

Altri articoli

Vedi tutti