Click 122 – È in partenza il volo per…

  • 8 Gennaio 2020

Già tempo fa avevo parlato di Alessio Figalli, che ho conosciuto nel 2003 durante le finali di Giochi Matematici, e che recentemente è stato premiato con la Medaglia Fields, l’equivalente del Nobel, in campo matematico. I suoi studi si sono concentrati sul trasporto ottimale, argomento ogni giorno più interessante in questa nostra società. Ammettiamo che io debba trasportare un mucchio di terra da un punto all’altro della città: come mi converrà agire? Meglio seguire la via più corta, ma magari con salite e discese, o una più lunga ma più facile da percorrere? Meglio caricare tanto i mezzi di trasporto, con il rischio che si ribaltino, oppure agire in maniera più tranquilla, ma che necessita di più viaggi? Sono tante le domande, e oggi sono sicuramente diverse da quelle che si è posto per primo Gaspard Monge, all’epoca della Rivoluzione Francese, e che sono quelle che mi sono posto alcune righe fa.

La scorsa settimana sono stato in Sardegna, a tenere delle lezioni, e ovviamente ho preso l’aereo per i miei spostamenti. E in tutti i quattro voli (ho dovuto infatti fare scalo intermedio a Roma) ho notato una cosa che mi ha dato fastidio: non si usava mai il metodo migliore per sistemare i viaggiatori ai loro posti. Che cosa ho notato? Ho visto che allo sbarco i passeggeri uscivano nell’ordine: di ogni fila di sedili, prima quelli dei posti centrali C e D, poi B e E, infine A e F, cioè quelli vicini ai finestrini. Allora, se questo era un bel sistema per sbarcare, perché non veniva adottato anche all’imbarco? All’imbarco venivano fatti passare per primi i passeggeri di classi privilegiate, e poi tutti gli altri, divisi fra quelli dei primi e degli ultimi posti, che poi salivano su due corriere diverse che li portavano alle due entrate. Ma poi sull’aereo mi è toccato di vedere i posti B e C occupati, con i passeggeri già con le cinture; questi viaggiatori si sono dovuti slegare, poi alzare, uscire, farmi entrare e finalmente riaccomodare, con blocco di tutta la fila. Se invece si usasse il sistema di far entrare per primi i passeggeri con i posti A e F, poi B e E e infine C e D, tutto questo non succederebbe. Ovviamente nel caso di minori con adulto accanto, con F può entrare anche E, ma così si potrebbero evitare tempi morti per aereo, equipaggio e personale di terra. Moltiplicando “qualche minuto” per tutti gli aerei che viaggiano nel mondo, mi pare un notevole risparmio di tempo. Il 30 giugno 2018 c’è stato il record di voli: oltre 200.000 in una giornata, con circa 30.000.000 di passeggeri, e anche una piccola accortezza penso che potrebbe esser utile e provocare grandi vantaggi.

Ormai ho superato i quarant’anni, e non posso più ricevere la Medaglia Fields. Un vero peccato: magari qualcuno me l’avrebbe assegnata per questa mia scoperta.

Archivio blog

  • 2020 (302)
  • 2019 (365)
  • 2018 (362)
  • 2017 (275)
  • 2016 (255)
  • 2015 (189)
  • 2014 (147)
  • 2013 (56)
  • 2012 (2)
  • 2007 (2)
  • 2001 (1)
  • 1970 (1)

Altri articoli

Vedi tutti