Click 99 – Abbiamo un problema?

  • 22 Ottobre 2019

A scuola i problemi sono assegnati perché vengano risolti: si sa che c’è una soluzione e lo studente dovrebbe essere in grado di trovare la soluzione attesa utilizzando una delle formule spiegate dall’insegnante negli ultimi giorni. Purtroppo nella vita reale non sempre c’è una soluzione al problema, o per incapacità personale (io non sono in grado di sostituire uno pneumatico bucato della mia automobile), o per mancanza di mezzi (non ho il cric a portata di mano), o per impossibilità oggettiva (una volta rotto un uovo, nessuno è in grado di ricostruire il tutto rimettendo dentro albume e tuorlo). Quindi la vita scolastica non dovrebbe essere neanche tanto male, visto che tutti i problemi presentati agli studenti sono sempre testati e forniti di soluzione.

Celebre è la frase “Ok, Houston, abbiamo avuto un problema qui” con la quale Lovell ha comunicato dall’Apollo 13 che stava succedendo qualcosa di inatteso, e… chissà se quel problema avrebbe avuto soluzione; la registrazione originale del colloquio con Cape Kennedy si trova in rete. In questi giorni ho visto un programma che commentava la missione spaziale, e hanno spiegato che sono occorsi molti problemi durante la spedizione: infatti chi ha visto il film di Ron Howard si ricorderà che gli imprevisti sono stati veramente continui durante tutta la missione. Ad un certo punto uno dei serbatoi di ossigeno esplose, e questo evento costrinse l’equipaggio ad abbandonare la missione e cercare di tornare a Terra prima possibile. Ma, in situazioni di emergenza, come si fa a tornare a casa? La soluzione che è stata trovata è quella di fare un giro attorno alla Luna e poi abbandonare l’orbita proprio come succede al martello lanciato durante una gara di atletica leggera: lo sportivo fa alcuni giri su se stesso e quando lascia l’attrezzo, questo ha tantissima velocità e riesce a raggiungere grandi distanze. Così ha fatto la navicella che è stata indirizzata a questo punto verso la Terra. Ma già al momento della partenza il motore centrale ebbe dei problemi, che furono ovviati lasciando gli altri quattro motori accesi più del previsto. Durante la missione ogni parte della navicella aveva un ben preciso ruolo e non tutte erano adatte ad atterrare sulla Terra; non essendo più disponibile il Modulo di Servizio per il rientro, si decise allora di utilizzare per l’atterraggio il Lem (cioè la parte che sarebbe dovuta scendere sulla Luna), che però era predisposto per ospitare due soli astronauti, invece dei tre che alla fine vi alloggiarono. Ogni nuova taratura per rimediare ad un imprevisto, ne provocava di nuovi. Ad esempio ci si accorse che ad un certo punto la navicella aveva una velocità diversa da quella ipotizzata, e questo era dovuto al fatto che non essendo scesi gli astronauti sulla Luna, non erano stati raccolti i chilogrammi di pietre lunari previsti, e quindi variava di conseguenza l’assetto di volo. Come dicevo, risolto un problema, se ne creò un altro, che dovette esser risolto, e solo la soluzione di tutti i problemi permise il ritorno a casa.

Nella nostra vita non sempre la situazione è così drammatica: qualche volta anche se uno dei problemi non viene risolto, le conseguenze non sono gravi. Altre volte due problemi facilmente risolvibili separatamente, se avvenuti contemporaneamente, possono creare un danno irreparabile: se buco la gomma anteriore la cambio agevolmente, anche se buco la gomma posteriore la cambio agevolmente, ma se buco due gomme contemporaneamente devo restare fermo.

Oggigiorno dobbiamo, forse ancora più che nel passato, badare a prendere provvedimenti perché se dovessero succedere più imprevisti assieme, la nostra vita non ne risenta, e per questo dobbiamo guidare con sempre più prudenza, fare salvataggi dei dati del nostro computer, prevedere che su un ponte non solo circoleranno più mezzi di quanti ne passarono il giorno della progettazione, ma anche che i camion che transiteranno saranno sempre più pesanti, e le sollecitazioni sempre maggiori…

Solo un’attenta analisi può salvarci da eventi inattesi.

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